
Album in uscita:
FINALMENTE SOLI
Finalmente soli è il primo album di Armony: è un progetto cantautorale, contaminato da altri mondi ed esperienze che vengono per restituire a questa musica un immaginario di matrice poetico/mistica. Il testo spesso molto essenziale, si muove a volte su tappeti ambient, incursioni classiche o atmosfere psichedeliche.
Il disco è il frutto di una ricerca interiore, un rifugio onirico e personale, dove gli arrangiamenti minimali, di cui è lui stesso l’autore, rivelano uno scenario di profonda intimità.
Viene affrontato il tema della solitudine come condizione imprescindibile per guardarsi dentro
e scoprirne la vastità: infatti il nome dell’album è un gioco di parole, dove soli (sole al plurale), racconta dell’anelito a congiungersi ad una dimensione altra, ad uno stato di unità, lontano da sofferenze e sensi di separazione.
L’album è in fase di ultimazione, mix e master realizzati da Niccolò Grasso e Leonardo Gambilongo presso lo studio di Casa del Peppo.
Imperdonabile
Il brano è il primo singolo dell’album; è molto breve, ma di un’intensità rara.
Sguardi al mistico e allo psichedelico su un arrangiamento di matrice classica. La struttura su cui si sviluppa è il flashback: Ci vediamo scappare dai giorni della passività e della monotonia, ci troviamo spinti dal dolore, correre in un passato che non siamo in grado di perdonarci.
Altre pubblicazioni
Senza te
Senza te può avvicinarsi alla dimensione del mantra o della preghiera, dove il divenire della musica accompagna la ripetizione delle parole e le trasmuta di colore. Il video è realizzato da me, con poche immagini e piccoli video presi dal telefono, che trovo perfetti per restituire quell’intimità che è già nella natura del pezzo. Trovo sia bellissimo ritrovarsi dopo anni, in un brano che fu scritto nella più totale “incoscienza”. Mi rivedo spesso nell’anelare ad una completezza, un desiderio che mi porta a scrivere pezzi come questo, dove le parole sembrano proprio dettate dal caso che non esiste.
Il capannone
Il capannone tratta la questione dell’ immobilità del mondo nel momento del covid, ma affronta anche temi molto personali. Tra i versi spiccano frasi molto intime e dirette: ” mio padre a casa che è depresso” “che sta senza successo come me”, che fanno emergere la condizione di un artista che non trova spazio in un mondo dove trionfano gli stereotipi.
Utilizza infatti un intenzione moderna nel cantare, ma con un testo ironico prende in giro i modelli contemperanei, ma anche se stesso.
Il ritornello è denso di autotune ed è una mazzata drittissima con la sua voce che dice ” pieni di iodio”; anche qui un ironia, quella “i” prima di odio sdrammatizza il classico discorso del nemico e delle guerre che si sono spesso fatte nel rap.
L’intenzione infatti è di riportare l’attenzione su se stessi e lo fa con l’avanzare di un testo fulminante, che ci porta sempre più giù a conoscere le verità più oscure e sofferte di un uomo che ha sempre cercato la libertà di esprimersi.
Il capannone è infatti un pezzo libero, libero dagli stereotipi, da purismi di forma e dalla morale
cover de “La stagione dell’amore“, prodotta da Sick boy..